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E' arrivato il mio momento di fare a tutti un augurio per un 2006 migliore di quest'anno che si sta concludendo. Ed è inutile dire che l'augurio è rivolto prima di tutto a me stesso. Vorrei tanto abbandonare le mie inquietudini per trovare qualche certezza... Vedremo se ci riuscirò.
Se i miei auguri li faccio oggi è perché domani pomeriggio "emigrerò" per 4 giorni a casa sua, quasi per cercar riparo chissà poi da cosa. Prepareremo insieme il cenone di Capodanno (beh, io ci provo...) per pochi amici. Sicuramente mi divertirò. Se non altro ho bisogno di staccare la spina e cercare di non pensare troppo. Magari ho solo bisogno di risvegliarmi nel suo letto e di capire che forse non tutto è così assurdo.
Ho deciso, passerò un bel Capodanno. Ed anche il 2006 sarà bello! So che sarà così, l'ho deciso io! Tornerò a lavorare, tornerò a vivere, continuerò a fare casini. Tutto questo so che può succedere perché in fondo in gran parte dipende da me...
AUGURI LUCA E AUGURI A TUTTI DI CUORE PER UN OTTIMO 2006
Questa notte non trovo pace. Avevo appena scritto un post in cui mi vomitavo addosso un pò di considerazioni oggettive su me stesso, ma poi ho deciso che non mi andava di mostrare quel lato di me che in fondo meno mi appartiene, perché in fin dei conti non mi disprezzo più di tanto, anzi...
Incomunicabilità. Questa è la parola chiave. Questo è il mio peggior difetto. Io sono un ottimo ascoltatore. Sono lo sfogo ideale per i problemi altrui e so anche dare dei buoni consigli. Con i miei amici e con gli altri in generale parlo per ore... di loro. Quando arriva il mio turno e, spesso solo per pura cortesia, mi viene chiesto: "E a te? Come va?" Eccomi mettere il disco: "Tutto bene, nessuna novità" In fondo a chi gliene frega realmente di sapere come sto. Io come sto lo so. Punto.
E invece, no. Questo non può essere sufficiente. Perché se solo mi faccio un esame di coscienza capisco che nessuno mi conosce se non in minimissima parte. I miei genitori non sanno nulla di me, i miei amici non sanno nulla di me, P. non sa nulla di me. E non solo per colpa loro, anzi soprattutto per colpa mia. Perché ogni volta rispondo a quella domanda dicendo che sto bene anche se non è vero. Perché se ho un problema so che è un problema mio e di nessun altro. Perché ho il vizio maledetto di tenermi tutto dentro, al punto da sembrare anche freddo e gelido quando in realtà non lo sono. Almeno non del tutto. Perché sono consapevole dei miei mille limiti ma non faccio e forse non farò mai nulla per abbatterli. E tutto questo non è giusto né per me, né per loro.
Eppure anch'io avrei bisogno di essere ascoltato, ma poi anche quando trovo chi è disposto a farlo sono io a tirarmi indietro. Nego a chiunque la possibilità di starmi accanto anche quando magari è l'unica cosa che vorrei... E così mi ritrovo a liquidare tutto me stesso in 2 parole minimizzando qualsiasi cosa che mi riguardi, perché in fondo sono consapevole che i miei problemi sono delle cazzate... E pensare che tra me e me faccio dei discorsi chilometrici. Quando poi si tratta di dar fiato a quei discorsi... i chilometri si riducono a millimetri...
Non so comunicare. Non a parole. Pretendo che le persone mi capiscano senza bisogno di parole, perché in fondo io le mie cose le faccio capire chiaramente. E quando vedo che nessuno coglie quei segnali per me così lampanti non faccio altro che chiudermi ulteriormente nei miei sorrisi, nei miei silenzi, nei miei gesti a volte quasi imbarazzati.
Il bello è che se anche in questo istante qualcuno mi chiedesse: "Come stai?" La risposta sarebbe: "Tutto bene"...
Straordinario ipocrita o semplice bugiardo? E se invece poi andasse realmente tutto bene?...
"E intanto il tempo se ne va, tra i sogni e le preoccupazioni..."
E un altro anno si appresta ormai ad essere archiviato, dunque è tempo di bilanci. E così mi sono andato a rileggere i propositi che mi ero prefisso proprio per questo 2005 e che avevo scritto sulle pagine di questo blog a Gennaio scorso...
- continuare la mia giovane carriera di autore televisivo, magari lavorando per altre emittenti televisive
Rispettato solo in parte perché ho lavorato per 3 mesi per canale 5 e poi nulla più... Ho una piccola speranza di tornare proprio su Canale 5 a fine Gennaio, ma non mi faccio illusioni, però sarebbe un bel viatico...
- se il lavoro me lo permetterà, andare a vivere da solo trasferendomi a Roma
Avendo lavorato pochino (ho ricominciato a guadagnare qualcosina col lavoro nella compagnia, ma si tratta davvero di poco) non mi posso permettere una casa da solo. Quindi in questo ho fallito 
- provare finalmente ad avere una storia seria
Incredibile ma vero, ma pare che questo proposito lo stia portando avanti tutt'ora... Veleggio verso i 5 mesi e per me è davvero un record. E pensare che tra Maggio e Luglio mi ero dato alla pazza gioia avendo un paio di avventure ed una semistoria...
- dedicare più tempo ai miei amici
Direi che in questo sono stato bravo. Ovviamente avendo avuto tanto tempo libero non è stato nemmeno troppo difficile 
- trovare più tempo per me stesso, magari per riprendere alcune mie passioni, come il teatro!
Anche se solo sul finire dell'anno ho realizzato anche questo proposito, andando anche al di là delle previsioni. Io pensavo di limitarmi ad un laboratorio teatrale e invece sono entrato a far parte di una compagnia vera e propria! 
Insomma, ho realizzato 3 propositi e 1/2 su 5, quindi non dovrei lamentarmi troppo. Ma venendo alla concretezza non posso dire che il 2005 sia stato un anno positivo. Sul piano della realizzazione personale (cui ho dato sempre tantissimo spazio negli anni passati) la mia ambizione di fare il bimbo in carriera ha subito un brusco stop. In compenso ne ha beneficiato la sfera personale, spesso trascurata in passato... L'ideale sarebbe trovare il giusto equilibrio. Ma forse io l'equilibrio non so neanche cosa sia...
Sulla sfera degli affetti, è venuto a mancare mio nonno. Inevitabile dedicargli un pensiero proprio oggi visto che tutti i Santo Stefano della mia vita finora li avevo passati a pranzo a casa sua... Oggi per la prima volta non è stato così... e in effetti il pranzo aveva un sapore diverso. Beh, Buon Natale anche a te.
"E intanto il tempo se ne va, e non ti senti più bambino, si cresce in fretta alla tua età, non me ne sono accorto prima..." (A. Celentano)
Oggi in teoria avrei dovuto scrivere il mio post di tanti auguri a tutti, purtroppo però non sono affatto del mio umore migliore. Stavolta i miei disastri amorosi non c'entrano nulla. E' tutta colpa del lavoro. Il lavoro che mi sarebbe tanto piaciuto tornare a fare e che invece vedo sempre più lontano... Oggi l'ennesima delusione. Era stato fatto il mio nome per un programma di Italia Uno ma poi mi hanno preferito un interno perché costa meno
Ho ancora una proposta in ballo e la risposta definitiva dovrebbe arrivare dopo le feste e se fosse negativa credo proprio che per me sarebbe una botta pazzesca... Sto perdendo il mio proverbiale ottimismo. Il bicchiere non riesco più a vederlo mezzo pieno, ma irrimediabilmente mezzo vuoto... Vabbé approfitterò delle feste per consolarmi con il cibo. Cercherò di non diventare un abbacchio...
Verranno giorni migliori? Ma sì dai. Bisogna crederci... almeno un pò.
Ah, dimenticavo:
BUON NATALE A TUTTI!
Alla fine anch'io ho ceduto alla frenesia ed all'atmosfera natalizia, e così oggi, approfittando del mio primo giorno di vacanza sono subito andato a spendere quei pochi euri simpaticamente guadagnati nelle ultime 2 settimane. Uffa che sciagurato che sono!
Però in una botta sola sono praticamente riuscito a fare i regali tutti insieme e calcolando che di solito io mi riduco a farli il 24 a mattina direi che quest'anno sono in largo anticipo. Mi manca solo il regalo più importante, ma una mezza idea già la ho...
Quest'anno il Natale mi è piombato addosso all'improvviso. Solitamente mi accorgo dell'approssimarsi dell'evento dal fatto che il salone di casa mia diventa improvvisamente rosso e dal fatto che alla radio passano ogni 5 minuti "Last Christmas". Solo che quest'anno l'ho sentita un pò meno del solito, forse è per questo che non mi sono reso conto dell'imminenza delle feste, nonostante il salone avesse effettivamente cambiato colore... Per la mia consapevolezza è stato fondamentale lo spettacolo di ieri in cui ho interpretato il Re Magio più figo che si sia mai visto sulla faccia della terra... modestamente... 
Anche se ogni anno mi lamento, in realtà mi piace far regali ed anche impazzire per trovare le cose adatte... Ma ovviamente mi piace anche riceverli. Confesso che di fronte ad un bel pacchetto da scartare torno subito bambino... Non so bene che regali aspettarmi, né ho desideri particolari... certo se si concretizzasse quel regalo che già speravo arrivasse per il mio compleanno sarei proprio contento... anche se poi non so se la cosa sarebbe così positiva...
Stasera non sono ancora riuscito a capire il mio stato d'animo. Non saprei dire se sto bene o male, se sono allegro o malinconico, se sono inquieto o tranquillo. Ma in realtà forse non l'ho capito perché non sto nemmeno provando più di tanto a capirlo. A volte mi sembra quasi di vedermi dall'esterno, quasi come se guardassi un film curioso di sapere come andrà a finire. Poi a volte mi rendo conto che non sono un semplice spettatore, ma sono il regista di questo film e quindi magari dovrei darmi da fare per aggiustare una scena che non mi convince... Uff, guarda te se mi tocca sempre stare a lavorare! Ma dico io: non posso stravaccarmi sul divano con una bella ciotola di pop corn e godermi semplicemente lo spettacolo??? Beh in realtà così facendo non è che me lo godrei più di tanto: sai quanti insulti manderei al regista per aver fatto andare la scena in un dato modo piuttosto che in un altro? Ops, ma se il regista sono io non è carino insultare me stesso, quindi tanto vale alzarsi dal divano e mettersi a dirigere tutto da soli... Non so se ha senso ciò che ho scritto e non m'importa che ne abbia, mi andava di scriverlo e l'ho fatto!
Oggi non ho girato nessuna scena madre, giusto qualche scena di contorno che non so nemmeno se usare in fase di montaggio... Comunque anche adesso mica l'ho capito cosa provo, e... "Francamente me ne infischio..."
Tiè, pure la citazione!!! 
... E così il suo stato d'animo si incupiva ogni giorno di più, anche se poi gli bastava incrociare lo sguardo della sua amata creatura per ritrovare nuovamente il buonumore. Le giornate tornarono a scorrere quiete e felici fin quando una mattina l'incredulo bimbo fece una scoperta allarmante: il soffitto della casupola era improvvisamente diventato bassissimo ed anche le pareti erano diventate più strette che mai, per non parlare delle finestre, dalle quali sarebbe potuto passare ormai solo un insetto. E così il bambino capì. Era una notte di luna piena quando raccolse i suoi pochi averi e comunicò alla sua amata creatura la decisione di far ritorno nel suo mondo. La creatura non batté ciglio, anzi quasi incoraggiò il testardo frugoletto a lasciare quel luogo felice. E così il bimbo uscì dalla porta della casetta, ma quando si voltò un'ultima volta per cercare lo sguardo della sua creatura vide che quegli stupendi occhi di ghiaccio si erano riempiti di calde lacrime amare. Ma il bimbo testone ormai era deciso e nulla avrebbe potuto fermarlo, nemmeno la paura di imbattersi in quelle sagome minacciose che da sempre lo spaventavano. E così intraprese il suo viaggio. Camminò a lungo, eppure gli sembrava di restare sempre nello stesso punto. Il senso d'orientamento non era mai stato il suo forte e così, inoltrandosi nel bosco, aveva finito inevitabilmente col perdersi. Mentre si faceva strada tra la fitta boscaglia si meravigliò nell'osservare che quegli alberi un tempo dall'aspetto spaventoso erano adesso di una bellezza straordinaria. La serata era davvero calma, era il suo piccolo cuore ad essere in pieno tumulto. Finalmente l'intrepido pupo scorse una radura. Senza sapere come era giunto in prossimità del magnifico Castello che dominava ogni angolo di questo mondo fantastico. E così quel curiosone decise, già che c'era, di avventurarsi nel maniero. Appena fu in prossimità dell'ingresso successe qualcosa di impensabile: il ponte levatoio si abbassò di colpo ed all'interno del cortile una folla festante accolse il bambino come un eroe di ritorno da una guerra. Il bimbo non capiva, ma non voleva certo sottrarsi al giubilo della folla. Ben presto venne condotto nei saloni reali, fu rifocillato e poi fatto vestire di tutto punto per non sfigurare al ballo organizzato in suo onore. Bellissime dame quella sera ballarono con l'ingrato bambino, ma nemmeno per un attimo il sorriso balenò sul suo volto. Alla fine della festa, esausto, il bimbo venne condotto nelle sue stanze. Quando la porta si chiuse alle sue spalle chiuse per un istante gli occhi e quando li riaprì capì tutto. Non c'era più la splendida sala decorata in broccato ed oro... Il bimbo si ritrovava ora nella sua cameretta di sempre. Era tornato a casa. Il bambino incontentabile avrebbe dovuto essere ben felice per aver raggiunto il suo obiettivo. E invece, d'improvviso il soffitto gli sembrò troppo alto, le pareti troppo lunghe e le finestre davvero enormi. Fece finta di nulla e pensò di dormirci sopra. Ma il mattino seguente non era cambiato nulla, anzi, se possibile la stanza gli sembrava ancora più gigantesca. E così, per una volta, decise di farsi guidare dall'istinto: abbandonò quell'immensa stanza, uscì in fretta da quella prigione dorata, si inoltrò a perdifiato nel bosco incurante delle sagome tornate ad essere minacciose e finalmente raggiunse la sua amata casupola. Senza pensarci sopra spalancò la porta. Tutto sembrava rimasto uguale. Ma il fuoco nel caminetto era spento e della sua meravigliosa creatura nemmeno l'ombra. Si guardò bene attorno e notò che dove un tempo c'era una porticina piccola piccola ora c'era un grande portone. Il bimbo bussò timidamente. La porta si spalancò di getto. Tutto era buio nella stanza, ma poi vide un bagliore color del ghiaccio. Non poteva sbagliarsi. Quegli occhi li avrebbe riconosciuti ovunque. La sua creatura era rimasta lì ad aspettarlo. Non si dissero nulla. Si guardarono intensamente e poi si persero nell'abbraccio più lungo del mondo. Un abbraccio che ancora adesso non ha avuto fine...
MORALE DELLA FAVOLA: "I bambini bisognerebbe ammazzarli tutti da piccoli!!!
"
...Subito sul volto del monello si disegnò un'ampia smorfia di soddisfazione per l'impresa appena compiuta... ma era soltanto all'inizio. Cominciò a percorrere un erto sentiero che si faceva strada a fatica tra due filari di fittissimi alberi, che con tutta quella nebbia sembravano assumere forme minacciose. L'impavido bimbo non si fece certo scoraggiare da una salita difficoltosa e da qualche sagoma minacciosa, anche se era consapevole che quelle sagome immobili avrebbero potuto animarsi in qualsiasi momento per scacciarlo da quel nuovo mondo in cui aveva osato avventurarsi. Ma per fortuna non era ancora giunto questo momento e così dopo qualche ora di viaggio arrivò in cima ad una collina. Il bimbetto non credeva ai suoi occhi, che stropicciò più e più volte: la bruma minacciosa aveva lasciato spazio ad un cielo di un azzurro mai così intenso. I prati erano in fiore, lungo le rive di una sorgente limpida e trasparente gli animali più strani pascolavano placidamente e tutto il paesaggio era dominato dal profilo di uno splendido castello. Incantato da tanta bellezza il bimbetto decise di prendersi una pausa e schiacciare un pisolino all'ombra di una possente quercia. Ben presto le sue palpebre si chiusero ed iniziò a sognare... All'improvviso però il suo sonno si fece inquieto: immagini del mondo passato si affacciavano violentemente nella sua memoria e così quando si svegliò il nostro eroe era ormai pervaso da un malinconico senso di nostalgia che si mescolò ben presto ad un rinnovato senso di inquietudine. Il paesaggio era infatti cambiato. Per carità, il castello, i prati, le querce e la sorgente erano tutte al loro posto. Ma il cielo si era velato con qualche nuvola e degli animali non vi era più traccia. Era chiaro che si stava per scatenare una tempesta. Occorreva assolutamente trovare riparo, ma il castello era troppo lontano e così il bimbo decise di inoltrarsi nel bosco sperando di trovar riparo sotto i rami di qualche albero secolare. Ma, inaspettatamente, il bambino fortunato, trovò molto di più: una piccola casupola in legno, modesta ma dall'aria accogliente. Mentre le prime gocce di pioggia cominciavano ormai a scendere impetuose il bambino non ci pensò su 2 volte e si avvicinò all'uscio della casetta. Visto che era un bambino educato bussò, e quando la portà si scostò lentamente chiese "permesso" prima di entrare. Nessuna risposta. Tutto sembrava tacere, eccetto il crepitio del fuoco nel caminetto. La stanza era accogliente anche se piccola. Su di un lato della stanza vi era una piccola porticina che subitò richiamò la curiosità del nostro bimbo capriccioso. Cosa ci faceva una porta così piccola in una casa apparentemente normale? Inutile dirlo, ma non seppe resistere e socchiuse lentamente la porticina, entrò timidamente nella stanza che si stava svelando ai suoi occhi e... Non credette ai suoi occhi. Di fronte a lui c'era una bellissima creatura misteriosa, di cui però non riusciva a vedere l'aspetto. Poi la creaturà si voltò e... il bimbo rimase accecato ed incantato al tempo stesso da 2 splendidi occhi color del ghiaccio. Fu subito amore. Nessuno dei due si interrogò su chi fosse realmente la persona che si ritrovavano di fronte. Furono le emozioni a parlare per loro, il resto non contava affatto. Mentre all'esterno imperversava la tempesta all'interno della casetta nasceva un idillio che si faceva via via più solido... Intanto le giornate passavano lente ma inesorabili ed il bimbo vedeva i suoi ricordi legati al suo mondo di sempre farsi sempre più lontani. Il bambino non poteva certo lamentarsi di questa nuova vita ma se si affacciava ad una delle finestrelle della casetta veniva immacabilmente assalito dall'inquietudine: le sagome degli alberi, che già avevano colpito la sua attenzione il giorno del suo arrivo in quel mondo fantastico, si facevano ogni giorno più minacciose ed il bambino era ormai consapevole che ben presto sarebbe arrivato il momento in cui avrebbe dovuto affrontarle... non poteva continuare ad ignorarle... E così...
E qui termina la seconda parte della mia favola. Spero vogliate avere la pazienza di leggere anche la terza ed ultima parte, che arriverà giovedì (credo)
C'era una volta un bel bimbo che viveva in un paese lontano lontano. Questo bimbo amava passare le sue spensierate giornate andando alla scoperta del suo meraviglioso mondo. E così ogni giorno faceva sempre delle scoperte nuove. Questo bambino, pur essendo tanto caruccio e tanto simpatico, aveva un caratterino niente male e un bel pò di difettucci, tra cui la curiosità. E così finiva spesso per mettersi, suo malgrado, nei guai... Un bel giorno, proprio quando pensava di aver esplorato ogni angolo del suo mondo fantastico e quando pensava di aver visto qualunque cosa, mentre zompettava allegramente su di un verde praticello finì per inciampare in un grosso sasso. Il sasso rotolò via, rivelando un'apertura di cui il caro bimbetto non si era mai accorto. E benché ormai stesse già facendo buio, spinto dalla sua grande curiosità, non ci pensò su più di tanto e si gettò in quel buco. La discesa fu strana: a tratti lenta, a tratti vorticosa, a volte lieve, altre volte ripida. Mentre percorreva questa discesa il simpatico bimbetto si accorse di provare un groviglio di emozioni. La paura per l'ignoto si mescolava ad una piacevole sensazione di felicità. L'atterraggio da questo lungo volo fu più piacevole del previsto. Appena gettatosi nel buco il bimbetto aveva chiuso i suoi begli occhietti verdi e solo dopo un bel pò si decise a riaprirli. Si guardò attorno. Non c'era nulla di conosciuto. Certo, alcune immagini gli sembrava di averle già viste ma... tutto era per lui nuovo. Cercò di capire dove si trovasse. Gli sembrava di trovarsi su una nuvola, ma in realtà, ad un'occhiata più attenta, poteva anche trattarsi di nebbia. Spinto dalla sua immancabile curiosità iniziò a farsi strada in questo nuovo mondo. Gli sembrava di camminare come sospeso, aveva la sensazione che bastasse mettere un piede in fallo per precipitare in un baratro profondo. Come tutti i mostriciattoli curiosi, anche il nostro bimbo era profondamente attratto da ciò che non conosceva e così continuò il suo viaggio, anche quando si ritrovò di fronte ad un enorme cancello. Si trattava di un'opera imponente, quasi minacciosa. Quel cancello sembrava non finire mai. Il bimbaccio curioso dopo un brevissimo istante di esitazione iniziò a scuoterlo perché voleva entrare. Ma non c'era nulla da fare, per quanto potesse scuoterlo con veemenza (e quando voleva il gracile bimbo sapeva rivelare una forza inattesa...) il cancello proprio non voleva saperne di aprirsi. Sconsolato, il bimbo capriccioso iniziò a fiancheggiare il cancello, non prima però di aver impresso sul suo visino un bel broncio. All'improvviso però il broncio lasciò spazio ad un sorrisone a 32 denti! Le sbarre erano diventate più rade e così provò a passarci in mezzo. Certo non fu impresa facile, nonostante il pupo fosse in ottima forma... Comunque alla fine, dopo aver rischiato di restare incastrato con la sua capocciona dura, il bimbo riuscì finalmente a varcare la soglia...
Finisce qui la prima parte della mia favola, per sapere cosa il bambino ha trovato aldilà del cancello bisognerà aspettare domani...
Alla fine è successo. L'ho fatto. Ho posto la parola fine alla mia storia. Dovevo farlo. C'erano un pò di cose che non andavano, anche se la cosa principale che non va sono io... Credo fosse la cosa più giusta da fare era inevitabile e quindi meglio evitare che il nostro rapporto diventasse ancora più serio...
Sì, tutte belle parole, sensate... E allora perché sto di merda... e sicuramente non sono il solo... Non sono riuscito a parlare troppo, ho riversato tutte le colpe su di me e sul mio modo d'essere, sulle mie incertezze e sulle mie insicurezze. Motivi validi ed effettivi ma che da soli non mi sarebbero bastati per prendere questa decisione. Eppure ho taciuto delle cose che non mi piacevano nel nostro rapporto. Così non ha potuto batter ciglio, non ha potuto nemmeno provare a difendere questo nostro amore...
E così come un coglione sono 2 ore che piango. E la cosa più deprimente è che sono solo. Ma non il solo a soffrire e questo mi fa soffrire ancora di più. Stanotte servirà un miracolo per addormentarmi. Adesso contemploil cellulare sperando che squilli, ma tanto non squillerà. Contemplo il cellulare tentato dall'idea di chiamare, ma tanto non chiamerò (sicuro???). Non mi levo dalla mente l'ultima immagine del suo volto, i suoi bellissimi occhi azzurri diventati improvvisamente lucidi... Sono morto in quell'istante...
Sono appena tornato a casa, eppure mi verrebbe da riprendere l'auto, rifare tutti d'un fiato quei 60 km e cercare di capire se è davvero così che deve finire. Non è escluso che non lo farò...
Sto male. Me lo merito.