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Dopo una sana overdose di sport durata ben 15 giorni è arrivato il momento (così come avevo fatto per Atene 2004) di stilare la mia graduatoria delle mie 10 emozioni olimpiche più intense.
1) Fusar Poli-Margaglio: tutti e tre gli atti della loro gara sono stati davvero incredibili a livello emozionale, sembrava quasi seguissero una sceneggiatura prestabilita. Prima la gioia mista a sorpresa per il primo posto dopo gli obbligatori, poi il "dramma" per la caduta con relativo addio alla medaglia e quegli sguardi attoniti che hanno fatto il giro del mondo e poi infine il riscatto con il libero, per dimostrare che sono grandi lo stesso. Perfetti! A loro va la mia medaglia d'oro!
2) Enrico Fabris: non saprei dire quale delle 3 medaglie mi ha saputo colpire di più, poiché sono state 3 gare entusiasmanti. Bellissimo il bronzo perché strappato per pochi centesimi, esaltante l'oro arrivato a consacrarlo come uomo olimpiade. Straordinario l'oro a squadre, anche se più che la finale mi hanno esaltato i quarti contro gli stati uniti, vinti davvero di un soffio
3) La cerimonia d'apertura: bella, spettacolare, senza tempi morti. L'inizio col piede giusto per far vedere al mondo che se vuole l'Italia può fare sul serio. Momento topico: l'aria cantata da Pavarotti, oltre, ovviamente, all'accensione della torcia olimpica da parte della mia adorata Belmondo
4) Gli Inni: l'inno cantato da migliaia di persone durante le premiazioni dei 5 ori. Il brividino sul braccio mi è venuto...
5) Bob di bronzo: onore a chi è stato capace (Gerda Wassesteiner) di vincere una medaglia alla sua sesta olimpiade, a 12 anni di distanza dal suo oro in un'altra specialità (slittino) e poi con una gara dapprima in rimonta e poi di difesa, col bronzo mantenuto di pochissimo
6) Maratona conclusiva: la volata vincente di chi in carriera aveva vinto ben poco ed era sempre stato oscurato da un'ingombrante sorella è una splendida rivincita!
7) Cinese stoica: da brivido la caduta della cinese Zhang durante la finale del pattinaggio artistico a coppie. Rialzatasi a stento, faticava a camminare ma dopo una breve interruzione ha portato a termine insieme al compagno un programma quasi perfetto: complimenti!!!
8) Maledetta caduta: il volo di Giorgio Rocca dopo poche porte mi ha fatto lanciare qualche accidente... Peccato, comunque rimane un campione, anche se purtroppo non è un vincente
9) Medaglia annunciata: la grandezza di Zoeggler, medaglia annunciata, è stata impressionante così come la sua capacità di reggere alla pressione senza battere ciglio. Lui ha il carattere del campione di razza, che ha raccolto qui la sua 4 medaglia olimpica (secondo oro consecutivo)
10) Il pubblico: la partecipazione del pubblico ad ogni evento è stata straordinaria, aldilà di ogni attesa e Torino è risultata bella e accogliente come non mai ed ha superato la prova a pieni voti. Bene così!
Giorni un pò stanchi questi miei ultimi giorni. Giorni che si trascinano lenti, con poche emozioni, se non quelle derivate dalle Olimpiadi in tv.
Mille pensieri che mi passano per la testa ed io che faccio di tutto per non afferrarne nemmeno uno, perché mi va di far finta di niente. E così lascio che i miei giorni scorrano così, quasi inutili anche se inutili non sono.
Dentro sono un fiume in piena, ma fuori mi limito ad essere un quieto ruscello in mezzo al bosco. Vorrei tutto e non vorrei niente. Mi sento emotivamente vuoto e non so perché, sembra quasi che me lo sia imposto... Vabbè, poco male. Mi va bene così.
E invece è qui il male. Non dovrebbe affatto andarmi bene così. Eppure sono tranquillo. Forse troppo, è questo il problema. Sono di poche parole eppure dico molto, peccato che quasi nessuno mi capisca, forse nemmeno io. E forse se nessuno capisce è perché in realtà non dico nulla che meriti di essere capito.
Giorni strani questi ultimi giorni in cui non è successo nulla e in cui non ho voluto far succedere nulla. Mi sento un pò spento e vorrei riaccendermi, ma ho buttato via tutti gli accendini, perché?
"Se la vita fosse un evento olimpico, vinceresti una medaglia?"
Slogan davvero interessante, che mi porta a riflettere. Nella vita di tutti i giorni sono un comprimario o un protagonista? Primeggio oppure rimango in coda? Conduco una gara d'attesa o vado sempre all'attacco?
Impossibile dare una risposta secca. Credo che la vita sia una gara interminabile che finisce quando meno te lo aspetti. Una gara piena di colpi di scena imprevedibili, dove è possibile rimanere attardati di parecchio per poi prodursi in rimonte eccezionali e quindi rimanere di nuovo indietro per rimontare ancora.
Durante questa gara si incontrano migliaia di avversari. Con alcuni è una bella battaglia, con altri invece si stringe un'alleanza per poter andare avanti nei momenti più duri e darsi una mano se in difficoltà. Qualcuno cade e resta indietro e allora bisogna essere pronti a dargli una mano a rialzarsi e continuare la gara insieme a te. Altre volte ciò non succede e le distanze diventano incolmabili. E se poi sei tu a cadere devi comunque essere sicuro di poter contare solo sulle tue forze per rialzarti. Ed acnhe quando pensi di non riuscirci non devi perderti d'animo: alzi lo sguardo, ti accorgi che attorno a te c'è tanta gente che fa il tifo e tu sai di non poterli deludere e quindi ti rialzi in piedi con qualche ammaccatura in più ma con dentro qualche sicurezza in più ed il boato della folla che ti accompagna. E quando poi riesci a superare ogni difficoltà vai dritto verso il traguardo certo che nulla potrà più fermarti e se poi ti disputi la volata finale insieme a qualcun'altro sarà tutto ancora più bello ed emozionante
Ed io, che atleta sono? Di sicuro non uno di quei talenti naturali cui riesce tutto facile. Per raggiungere i miei risultati ho bisogno di un duro allenamento. Però poi che soddisfazione quando raccolgo i frutti del mio duro lavoro. A volte capita qualche infortunio e ogni tanto c'è pure la voglia di mollare. Ma poi ritrovare gli stimoli per competere è ancora più bello e quando si torna in pista non ci si può che sentire vivi.
"Se la vita fosse un evento olimpico, vinceresti una medaglia?"
Vincerei una medaglia? Beh, certo non perderei tanto facilmente
Vorrei saper dipingere per poter esprimere attraverso linee e colori tutto ciò che mi passa per la testa. Ogni pennellata un'emozione. Ogni colore uno stato d'animo. Ogni immagine una situazione viva e memorabile...
Vorrei saper suonare per poter esprimere attraverso le note vibranti di uno strumento tutto me stesso. Ogni accordo una mia sensazione. Ogni nota un mio ricordo. Ogni sonata una storia raccontata con la passione che solo la musica può trasmettere...
Vorrei saper scrivere per poter esprimere attraverso le parole tutto il mio mondo. Ogni parola una sensazione. Ogni frase un racconto diverso. Ogni pagina fisserebbe in modo indelebile le pagine della mia vita...
Vorrei saper scolpire per poter esprimere attraverso le forme ogni piccolo gesto quotidiano. Ogni colpo di scalpello un colpo alla memoria. Ogni forma che si compone un'immagine che prende vita. Ogni levigata uno smussamento al proprio carattere...
Vorrei saper amare per poter esprimere attraverso la mia anima tutto quello che ho da dare. Ogni gesto un battito del cuore. Ogni azione un tuffo al cuore. Ogni secondo che passa un'emozione da fissare per sempre e vivere profondamente con tutto te stesso. Ogni momento quello adatto per esprimere i miei colori, le mie note, le mie parole, le mie forme... e le mie emozioni...
Vorrei... Vorrei... Vorrei... Ma non ne sono capace...
Conosco bene quel dolore ed è stato dunque inevitabile per me finire in paranoia. Magari mi sto preoccupando im maniera eccessiva, ma stavolta non posso far finta di niente: non voglio sottovalutare nessun dettaglio, né trascurare alcun particolare. Adesso però non posso fare granché, giusto apettare e convincermi che sicuramente tutto è dovuto a qualcos'altro. Il problema è che per un tipo come me che adora le certezze e odia ogni tipo di insicurezza l'attesa equivale ad una tortura. Però nemmeno questa volta voglio scoraggiarmi e so che alla fine tutto si risolverà per il meglio, anche perché in caso contrario il mio morale subirebbe un attacco troppo forte, e non voglio, né posso permettermelo. Voglio guardare ai prossimi giorni con un sorriso rispedendo al mittente qualsiasi dubbio...
Ah, oggi è San Valentino. E' la seconda volta che mi capita di non essere single, ma nemmeno questa volta festeggerò. Non è una ricorrenza che mi interessa e comunque mi ha fatto molto piacere la sua telefonata semplicemente per dirmi "auguri amore", anche se non c'è certo bisogno di una ricorrenza per dirselo.
Bene così e spero che si sistemi tutto
Liti. Quelle con G., da sempre inevitabili, quasi cercate. Incredibile a dirsi ma credo non ci sia altra persona al mondo capace di farmi avvelenare quanto lei. Odio chi si crea problemi laddove non ve ne sono, chi di una questione di normale amministrazione finisce per farne un dramma di interesse nazionale, chi chiede consigli senza avere alcuna voglia di sapere realmente ciò che pensi. Lei è tutto questo, da sempre. E io non ce l'ho fatta e ho sbroccato...
Sorprese. Quelle che a volte il destino sa riservarti quando meno te lo aspetti. Quella persona conosciuta in maniera così strana 8 anni fa. Giochi di sguardi malandrini andati avanti per almeno 2 mesi prima di scambiarsi la prima parola. E poi una frequentazione leggera mai sfociata in qualcosa di diverso. E poi rincontrarsi di tanto in tanto nei luoghi più strani e nella maniera più casuale. E poi quella frase venuta fuori quasi da sè: "Se il destino ci fa sempre ri-incontrare, forse un motivo c'è"...
Conferme. Quelle di cui forse avevo più bisogno. Capire che dopo 6 mesi non può essere solo il sesso a tenerci uniti. Una cena bella e romantica allietata da buona musica. Rilassarsi e cacciar via tutti i dubbi. E mentre ascolti "Gli uomini non cambiano" pensare che forse è proprio vero e va bene così...
Nostalgia. Quella provata parlando al telefono con un'amica ormai lontana, tornata nel suo paese natio. E mentre chiacchieri capire che tra voi c'è una forte amicizia che potrebbe durare nonostante gli oceani di distanza. Ripensare ai bei momenti passati insieme e anche a quelli tristi con la voglia di costruire nuovi ricordi...
L'intensità e la varietà di emozioni provate ieri me la porterò dietro come un regalo che custodirò con cura. Darei tanto per vivere sempre giornate così... In fondo non si può mai sapere cosa aspettarsi dal domani...
Stavolta forse ho esagerato un pochino, eppure avevo le mie ragioni e ne sono tuttora convinto. Forse quest'estate avevo visto giusto. Quella frenesia, i repentini sbalzi d'umore per non parlare di quella strana e in lei sconosciuta sovraeccitazione mi avevano portato a conclusioni non proprio piacevoli... Poi però avevo fatto finta di niente convincendomi si trattasse di mie fissazioni e niente più. Però come si fa a far finta di niente quando scopri che una persona che per te è stata importantissima ti dice con estrema naturalezza di prepararsi ogni sera un martini per addormentarsi visto che soffre d'insonnia? Se poi a questo aggiungi che ogni volta che esce coi suoi amici finisce col tornare a casa spesso un bel pò brilla, è ovvio che non posso far finta di nulla e magari fare una battuta come lei probabilmente si aspettava.
Il problema è che la diplomazia non è il mio forte e così forse ho un pò esagerato nei giudizi. Stavolta credo ci sia una rottura profonda. Difficilmente si rifarà viva. Ed io? Cavolo a 32 anni sa badare a se stessa. PErò è anche vero che riconosco in lei un'immensa fragilità che lei non riconoscerà mai... E così non so se lasciarla andare via fregandomene di quel che sarà o magari cercare di sapere come sta. forse potrei mandarle un sms come se nulla fosse. ma poi mi chiedo: ha senso tutto ciò?
Ci sono stati momenti in cui non potevo nemmeno immaginare la mia vita senza sapere più nulla di lei. Poi è successo ed ho capito che potevo superare tranquillamente quel vuoto. Non ho mai creduto in questa nuova amicizia, eppure non so restare indifferente. Forse perché le sono ancora grato per avermi rubato il cuore in quell'ormai lontana estate irlandese, anche se poi l'ho odiata per non essere stata in grado di tenersi quella refurtiva...
Sentimenti contrastanti. Rabbia e affetto. Sorrisi e lacrime. Liti e riappacificamenti. Questo siamo sempre stati noi 2. Ma ora? Cosa rimane di tutto ciò?
... e intanto resto qui a domandarmi cosa fare e se tutto ciò abbia ancora un senso...
L'odore Del Sesso
si fa presto a cantare che il tempo sistema le cose
si fa un pò meno presto a convincersi che sia così
io non so se è proprio amore:
faccio ancora confusione
so che sei la più brava a non andarsene via
forse ti ricordi
ero roba tua
non va più via l'odore del sesso che hai addosso
si attacca qui all'amore che posso che io posso
e ci siamo mischiati la pelle le anime le ossa
ed appena finito ognuno ha ripreso le sue
tu che dentro sei perfetta
mentre io mi vado stretto
tu che sei così brava a rimanere mania
forse ti ricordi
sono roba tua
non va più via l'odore del sesso che hai addosso
si attacca qui all'amore che posso che io posso
non va più via l'odore del sesso che hai
addosso si attacca qui all'amore che posso che io posso
non va più via davvero non va più via nemmeno se...
non va più via
Tornare a casa e sentirti ancora addosso: il tuo corpo su di me, il mio respiro confuso nel tuo, i nostri odori che si mescolano... Una fusione totale che sembra cancellare tutto il resto. Ogni dubbio, ogni insofferenza, ogni incertezza. Anche se poi tutto si riaffaccia come prima più di prima...
Un'unione intensa, eppure per certi versi fittizia... e così mi ritrovo qui a pensare qual è l'amore che posso, che possiamo. E se fosse tutto una costruzione?
Attimi intensi seguiti spesso da momenti lunghi e frustranti. Pensieri che si alternano, la confusione che cresce. Questa è la vita. Questo sono io. Questa è la mia vita, ma ancora non so come voglio viverla. Intanto mi accontento di quell'odore che non va più via...
Ho sempre odiato svegliarmi presto la mattina perché in fondo sono come un diesel ed ho la carburazione lenta. Non connetto mai prima delle 11 e più va avanti la giornata e più recupero energie, diciamo che il top lo raggiungo dopo le 18. Inevitabile quindi aggiungere che mi considero animale notturno per eccellenza. Amo uscire la notte tanto quanto non mi piace andare in giro di pomeriggio. Durante le ore diurne la mia pigrizia la fa da padrona. Il problema è che è proprio durante le ore diurne che bisogna darsi da fare. E quindi ho sempre dovuto fare sforzi immani per adeguarmi, anche se la riuscita è sempre stata eccellente...
Devo ammettere che però che in quest'ultimo periodo, pur ritenendo la sveglia alle 5 ancora un trauma difficilmente superabile, sto rivalutando le ore mattutine. E' piacevole essere attivi quando il mondo ancora dorme, sapendo che tu stai già facendo qualcosa mentre tutto il resto stenta ancora a prendere vita. Sono momenti che mi danno tranquillità e relax. Posso stare solo coi miei pensieri senza nessuno che mi rompa le scatole. In fondo, se ci penso bene è la stessa cosa che mi succede di notte, il motivo per cui amo ritrovarmi da solo alle 4 del mattino a passeggiare come un coglione in perfetta solitudine per strade di luoghi a me sconosciuti e perdermi per i sentieri intricati della mia vita... Sono una persona che ama la compagnia, ma che soprattutto ad un certo punto sente un bisogno quasi fisico di restare da solo, di annullare il mondo e concentrarsi magari anche sul nulla, con la consapevolezza però che quel nulla è solo mio, con tutte le conseguenze che implica, e con la convinzione che nessuno me lo toglierà mai...