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Come tutti gli anni di questi tempi è arrivato il doverosissimo momento del mega bilancio annuale. Che anno è stato per me il 2006? Tutto sommato direi che rispetto agli ultimi 2 anni è stato un anno di risalita, sebbene inevitabilmente caratterizzato da chiaroscuri. Comunque è bene fare diversi bilanci su vari fronti...
Lavoro. Da questo punto di vista l'anno è iniziato e finito alla grande, con dei lavori stimolanti e che rappresentano effettivamente delle ottime occasioni. Il problema è stato il disastro che c'è stato nel mezzo dell'anno. Comunque penso ci siano delle discrete basi per combinare qualcosa in più per l'anno prossimo. Non va poi dimenticato il lavoro a teatro, che è stato comunque un interessante diversivo. Rispetto all'anno passato è andata comunque un pò meglio. Voto: 6-
Amore. Mai come quest'anno ha avuto un ruolo importantissimo all'interno della mia vita. La mia storia con P. è diventata sempre più importante anche se con inevitabili alti e bassi. L'idillio totale lo abbiamo raggiunto in coincidenza del primo anno insieme, mentre festeggiavamo a Berlino... Poi purtroppo la discesa... e la separazione, fatta più di testa che di cuore... P. fa ancora parte della mia vita anche se non saprei minimamente dire che ruolo occupi attualmente. Dopo P. ho provato a conoscere altre persone... ma tanto era inutile perché la mia testa era altrove. Cosà succederà l'anno prossimo? Non ne ho la minima idea!!! Voto: tra il 7 e l'8 a seconda del mio stato d'animo...
Famiglia. Annata relativamente tranquilla. Finalmente quest'anno non ci sono stati lutti dolorosi. Aumenta la voglia di indipendenza. A volte il rapporto con mia madre ha scricchiolato seriamente, ma ora va tutto bene. Con mio padre abbiamo davvero sfiorato la rottura definitiva... ma per la prima volta in vita sua mi ha chiesto scusa... e così si fa finta di niente. L'evento più atteso si consumerà stasera: conosceremo il ragazzo di mia sorella, e visto che in 30 anni è la prima volta che ci presenta qualcuno, qualcosa vorrà dire... Voto: 6
Amici. Un anno importante da questo punto di vista. Da una parte le amicizie storiche, ormai ridotte al lumicino e che frequento molto meno di un tempo, amicizie però sulle quali so di poter contare sempre e comunque. L'allentamento del rapporto è dovuto solo al condurre vite completamente diverse, non certo al venir meno dell'affetto. E poi ci sono le nuove amicizie. E in questo il blog ha avuto un ruolo fondamentale. Quando più di 2 anni fa ho aperto queste pagine mai avrei pensato che avrei conosciuto persone che da contatti virtuali sarebbero pian piano diventate dei contatti reali e in più di un caso dei veri e propri amici che sento regolarmente e con cui(in alcuni casi) esco insieme e che, soprattutto, ognuno in modo diverso, mi sono stati accanto nel mio tragico Settembre... Grazie di cuore. Voto: 8
Tirando le somme direi che si tratta di un bilancio positivo, ma è anche vero che io sono positivo per natura e a freddo tendo sempre a far prevalere le cose buone rispetto a quelle negative... Più realisticamente definirei il mio 2006 come un anno interlocutorio, in attesa della definitiva svolta e affermazione, se non come uomo, almeno come professionista... Staremo a vedere...
Intanto auguro a tutti un Buon inizio per il 2007!!!
E tra mangiate, regali e riunioni con i parenti un altro Natale è ormai alle spalle. Un Natale tranquillo, senza squilli di tromba, ma come sempre piacevole, l'unica festa in cui mi piace fino in fondo sentire attorno a me il calore della famiglia...
Ridere, scherzare e prendersi in giro riuniti intorno a un tavolo imbandito, rimanere attoniti per le strane uscite che a volte ha mia nonna, fare a gara con mia zia per vedere chi beve più vino, prendere in giro i miei cugini perché a 20 anni sono praticamente già fidanzati a casa, giocare con quel cucciolotto di Kyro... Questo il mio piacevole, tranquillo Natale.
Un Natale vissuto con la serenità di chi ha ritrovato da poco un lavoro che lo appaga. Un Natale vissuto con un pizzico di malinconia per non avere più quella persona accanto (almeno non del tutto...). Un Natale che fra tutti i suoi doni ha portato anche qualche messaggio inatteso. Un Natale uguale a tutti gli altri eppure profondamente diverso. Il mio Natale.
Auguri di cuore a tutti, anche se un pò in ritardo 
E così ieri sera si è consumato l'evento mondano di fine 2006: mega festa di Natale a casa del boss con tanto di regali e cappellini da Babbo Natale con le lucine intermittenti. Più di sessanta persone tra cui alcuni vipponi di prim'ordine (pare vero
)pronti a scatenarsi a ritmo di musica e... a suon di alchool, visto che a disposizione degli ospiti c'erano una ventina di bottiglie di rhum, alcune di vodka e spumante e vino a volontà...
Inutile dire che ben presto l'ambiente si è fatto "divertente" e "promiscuo". Io ho pure seriamente rischiato il licenziamento visto che mi sono ritrovato placcato dalla sorella del boss, ma per fortuna sia io che lei abbiamo fatto i bravi bambini!!!
Comunque è stata una gran festa anche se alla fine mi sono ritrovato ad essere praticamente l'unico ancora lucido (immaginatevi come stavano gli altri...) e quindi ho dovuto fare da balia ad una collega ubriachissima che ieri era davvero pericolosa, all'altra sorella del boss e al boss stesso che sono stati vittima della più classica delle sbornie tristi.
Morale della favola: ho fatto le 4, la casa del boss era in condizioni indecenti, abbiamo ottenuto di poter venire in ufficio alle 11 invece che alle 9.30, ed ora siamo qui in ufficio a cazzeggiare e a smaltire i postumi di ieri sera. Però ci siamo divertiti 


Cavoli mi sono scelto proprio un ambiente difficile e poco stimolante. Ho iniziato il nuovo lavoro da poco più di una settimana e già mi tocca partecipare ai primi eventi mondani, ai quali non posso certo sottrarmi, perché mica posso fare la figura dell'asociale!?!
E così stasera mi toccherà andare alla presentazione del nuovo libro di Fabio Canino (credo sia quello sulla Carrà) in quanto conduttore del programma cui lavoro e quindi questo impegno fa tanto "Public Relation"...
Domani sera invece il boss farà a casa sua, in pieno centro di Roma, una "simpaticissima" festa di Natale cui ha invitato tutti i suoi vari collaboratori. E insomma parrebbe brutto snobbare tale evento e poi almeno potrei far finta di essere un animale sociale per eccellenza (pare vero!!!)
Insomma, sono già travolto dalla mondanità: che qualcuno mi salvi!!! 
Una decina di giorni fa durante una telefonata...
"Ma che cavolo stai dicendo? Se tu pensi davvero questo di me, di me non hai proprio capito un cazzo!"
"Guarda, io di te non penso proprio niente"
"Eh no cavolo, qualcosa dovrai pur pensare!!!"
"Io penso che ti AMO!"
Stamane mentre andavo a lavoro, come sempre stavo ascoltando la radio e ad un certo punto la dj ha letto la notizia che non so dove in Inghilterra hanno messo al bando la classica immagine di Babbo Natale perché troppo grasso!!! Ovviamente la dj era basita e così ha detto agli ascoltatori di scriverle quale sarebbe il nostro Babbo Natale ideale...
A questo punto tutta una serie di pensieri si è scatenata nella mia mente: com'è nel mio immaginario Babbo Natale? In un rapido flash-back sono tornato indietro con la memoria fino ai miei primi Natali. Fino a focalizzare l'immagine su un bambino che la sera della vigilia attendeva trepidante ed emozionato l'arrivo del simpatico Babbo. L'estenuante chiedere "Quando arriva?" finché ad un certo punto la mamma diceva: "Eccolo è arrivato!" Un intenso sorriso mi si dipinge sul volto nel focalizzare l'immagine di quel bambino che d'improvviso smetteva di fare qualsiasi cosa stesse facendo e si precipitava alla finestra spiaccicando la faccia contro il vetro. E iniziava a riempire di domande la povera mamma: "E la slitta con le renne dov'è?" "L'ha lasciata in fondo all'orto" "Perché non lo facciamo entrare" "Non può, non ha tempo, deve andare dagli altri bambini"... Intanto gli occhi del bambino sembravano ridere nel vedere Babbo Natale depositare i pacchi sul mattonato... Poi in pochi minuti quella magia finiva, Babbo Natale sorrideva e poi andava via... Poco dopo, immancabilmente, mio zio usciva dal bagno ed io gli correvo incontro: "Zio! Ti sei perso Babbo Natale!!!" "Ah, davvero mannaggia, sarà per il prossimo anno" E immancabilmente, ogni anno, all'arrivo di Babbo Natale mio zio era sempre in bagno...
Quello che sta per arrivare sarà il terzo Natale senza mio zio... ed inevitabilmente se penso a Babbo Natale, non posso che pensare a lui... Grazie zio per avermi regalato momenti incredibili di magia che ogni bambino avrebbe il diritto di vivere... Conserverò sempre con immenso affetto quei ricordi indelebili...
Non c'è nulla da fare. Più vado avanti con la mia vita e più la vita mi dimostra che il proprio atteggiamento mentale influenza tantissimo gli eventi.
Mi spiego: sono reduce da un periodo nero in cui ero sull'orlo della depressione ed eventi negativi continuavano a susseguirsi in maniera spasmodica. Poi ecco che in settimana trovo la molla per reagire. Venerdì scrivo quel post sul fatto che il mio ottimismo resta comunque sempre vivo e vegeto... ed ecco che nemmeno 3 ore dopo averlo scritto mi arriva una telefonata inattesa per la convocazione ad un colloquio l'indomani pomeriggio. Ottima occasione. Ansia che cresce, tensione a mille. Io che indosso il mio miglior sorriso e recupero tutta la mia grinta. Il colloquio che va nell'unico modo in cui poteva e doveva andare. E così da domani sono di nuovo in sella, iniziando a lavorare per un nuovo programma di Rai2.
Carica vitale necessaria per recuperare fino in fondo il mio io. Per poter affrontare tutto con leggerezza. Per mettere a tacere per una volta la vocina del mio neurone serio. Spegnere la razionalità e abbandonarmi a quello che voglio in quel momento. Fregandomene dei se e dei ma, dei dovrei o non dovrei. Sicuro solo di dover fare quel che mi sento in quel momento. Senza rimpianti né rimorsi, ma col sorriso in volto di chi sa che si sta solo riprendendo la vita...
E' per questo che amo la vita, perché sa atterrarti in maniera quasi meschina, ma quando ti rialzi, apprezzi tutto ancora di più!
Bentornato TR3, adesso vedi di non perderti più! La vita è tua ed aspetta solo di essere afferrata
Questa settimana credo di aver definitivamente toccato il fondo. L'ennesimo connubio di notizie negative su tutti i fronti stavolta ha davvero rischiato di farmi crollare del tutto. Silenzi che fanno male, progetti futuri che vanno in fumo, ambizioni personali bruscamente ridimensionate... botte su botte, colpi su colpi, che non possono non lasciar traccia. E così martedì scorso dopo aver visto ancora una volta svanire le mie speranze mi sono ritrovato vuoto e sconsolato a rannicchiarmi sul pavimento della mia stanza.
Ma proprio in quei momenti di crisi, è riscattata la molla! Cavolo, non posso certo permettere che la vita mi abbatta. Ok, al momento non c'è niente che vada bene nella mia vita, e allora? Qual è il problema? Sicuramente verranno giorni migliori, basta solo trovare il giusto atteggiamento mentale per affrontare tutto con occhio diverso... E così ho reagito, mi sono scosso dalla mia deprimente apatia. Ho rotto quei silenzi, mi sono convinto che non devo abbandonare i miei progetti, né ridimensionare le mie ambizioni.
Eppure nel corso della settimana ho ricevuto altri duri colpi e forse la settimana prossima arriverà quello definitivo, il colpo di grazia che tanto temo e che sembra ormai inevitabile... Ma pazienza. Non mi arrendo e non cambio il mio percorso, so di aver intrapreso una strada difficile. Però è questo che mi appaga e ancora non ho intenzione di rinunciare ai miei sogni e alle mie aspirazioni solo perché le porte sono quasi sempre chiuse. Calma, pazienza e tanta grinta. Questi gli ingredienti giusti e prima o poi, anzi più prima che poi tornerà anche il mio momento. Ed io lo attendo con fiducia...
Ogni volta che parlo per più di qualche minuto con alcuni dei membri della compagnia teatrale di cui faccio parte non posso che rimanere affascinato/attonito per le assurdità (?) dei loro discorsi. Un paio di mattine fa ero con Ugo (colui che crede io sia la reincarnazione del Conte Cagliostro) e Giorgia (l'Eleonora Duse dei poveri con cui litigai di brutto lo scorso Maggio) e si parlava di infedeltà. Le prime avvisaglie di qualcosa di strano le ho avute quando Ugo mi ha chiesto se ero mai stato cornificato e alla mia risposta "Che io sappia no" è rimasto praticamente attonito: "Ma come? A 27 anni ancora non sei mai stato cornificato?!? Eppure è un esperienza che serve! Devastante, soprattutto per gli egocentrici come noi, ma sicuramente necessaria, perché distrugge tutta una serie di certezze... Ti devasta... è pazzesco... devi essere cornificato!"
Io ascolto in silenzio e man mano rimango sempre più sorpreso dalle loro teorie sulla fedeltà, o meglio sull'infedeltà. E sì, perché a sentir loro non esiste rapporto senza corna (fisiche o mentali non importa), che secondo loro sarebbero praticamente inevitabili... "Vedi noi non siamo altro che infinitesimali atomi dell'universo, e quindi in quanto atomi siamo incompleti. E per quanto possiamo trovare una persona che ci piaccia non ci completerà mai fino in fondo. Sentiremo sempre il bisogno di avere qualcun altro. E' la continua ricerca del totale che ci porta a tradire, perché siamo in continua ricerca di qualcosa di più..." "Quindi la monogamia per voi non esiste?" "Mah, sì, può esistere... ma è un accontentarsi. Per carità va bene così, però si finisce per non assecondare il proprio io..."
Beh, inutile dire che io la penso un pò diversamente... ma, se in fin dei conti non avessero poi tutti i torti? Se dipendesse davvero tutto (come loro sostengono) dal demone che ognuno di noi (in particolar modo gli artisti) ha dentro??? Beh... sulla teoria del demone non mi dilungo oltre perché meriterebbe un post a parte...
Comunque una domanda nasce spontanea: ma chi frequento??? 
Vecchio compagno di viaggio che mi accompagni da una vita. Mio fedele amico-nemico spesso presente in ogni mio gesto. Credevo di averti allontanato, forse per sempre. E invece adesso rieccoti qui, pronto a bussare alla porta della mia volontà. Ammetto di aver sentito la tua mancanza e adesso che ti riaffacci nella mia vita ho una gran voglia di abbracciarti e non lasciarti andare più. Senza di te a volte mi sono ritrovato a fare scelte spiazzanti e assolutamente poco consone al mio modo di essere. Ma senza mai pentirmi, pur trovandomi a volte quasi spaesato. Ma sono sempre andato avanti senza troppi indugi e senza voltarmi per cercare se per caso eri ancora lì. Mi sono scontrato con un tuo simile. Più forte di me. Ho provato a contrastarlo ma senza mai riuscirci. Pur a malincuore gli ho spesso dovuto cedere il passo.
Questa volta però è diverso. Sei tornato accanto a me, a darmi forza. Non sono più solo, anche se poi non so quanto questo sia un bene, perché quando sei con me tiro fuori il lato più duro di me. Ma stavolta è necessario. Non posso cedere di nuovo, non me lo perdonerei e poi forse non so se ne varrebbe ancora la pena.
Certo so che anche con te dalla mia parte non sarà facile nemmeno stavolta spuntarla, ma insieme ci proveremo. Dobbiamo provarci. Me lo devo. Me lo devi, perché troppo a lungo sei colpevolmente sparito. Ma inutile recriminare, ora sei qui e questa è la cosa più importante. Ora sei qui e non voglio più lasciarti andare. Ora sei qui mio amato orgoglio pronto a sostenermi contro un orgoglio ancora più forte di te...