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Un leggero velo di malinconia è caduto su di me stasera. Un velo che pendeva minaccioso già da qualche giorno.
Un velo dovuto ad un insieme di fattori. Sensazioni che si alternano, emozioni che affiorano appena e che mi diverto ad ignorare poiché dar loro peso sarebbe un enorme sbaglio e di errori ne ho già commessi troppi, ma mi conosco bene e so che ne commetterò ancora.
Perché ho voglia di sbagliare, perché ho voglia di inciampare e stentare a rialzarmi, perché ho voglia di impelagarmi in un vicolo cieco. Perché le cose facili non le voglio, perché le cose facili non mi piacciono.
E intanto vado avanti, inizio questo nuovo anno con qualche incognita in più del dovuto, eppure più sicuro di quanto dovrei essere... Sapendo cosa potrei avere se solo volessi, ma non avendo la minima idea di ciò che vorrei se potessi averlo...
E allora mi crogiolo nelle malinconiche note di questa serata solitaria. Solitaria come il mio spirito, solitaria come la mia essenza... E intanto vado avanti, senza chiedermi nulla, senza attendermi nulla, aspettando che prima o poi quell'intrigante velo di malinconia possa cadere e lasciare definitivamente il passo ad un radioso sorriso...
E intanto vado avanti e inizio questo nuovo anno...

Ok. Ci siamo! Devo completamente essere andato via di testa... Ho appena fatto una cosa assurda che in teoria non sarebbe da me...
Ma la cosa che mi tormenta è proprio questa: e se invece fosse proprio da me? Cioè se io fossi realmente uno che si comporta in un certo modo? Se finora le mie azioni non fossero state dettate da altro che una serie di convenzioni sociali atte a descrivere "il classico bravo ragazzo?". Se davvero io fossi come, per scherzo (ma a questo punto siamo sicuri si tratti di uno scherzo?), mi desrivono alcuni amici?
Per carità, da sempre mi è piaciuto complicarmi la vita da solo, ma ultimamente sto esagerando, agisco d'istinto e per egoismo senza pensare se poi sono all'altezza di reggere certe situazioni... "Potevi pensarci prima!" direte voi, e me lo dico anch'io... Ma ora sono in ballo... e ballerò... e se poi dovesse piacermi questo ballo... allora vedremo che succederà...
PS: questo post è volutamente criptico perché serve solo e soltanto a me, perché da sempre scrivere di getto le mie emozioni e poi magari tornare a leggerle a freddo mi aiuta a star bene. Quindi dico già in anticipo a chi mi conosce e frequenta nella vita reale, che è inutile chiedere approfondimenti a riguardo, poiché ciò che mi interessa esprimere non sono i fatti ma le emozioni...
Novembre. Piove e fa freddo. Anche l'ultimo tepore estivo è ormai un vago ricordo mentre l'aria si fa sempre più rigida e sferzante. Il verde dei prati e l'azzurro del cielo cedono il passo all'ingiallire delle foglie e al grigio incupirsi dell'orizzonte...
Per strada niente più colorati maglioncini di cotone, se non sotto un cappotto dalle tenui tinte. Nelle vetrine magliette e pantaloncini cedono con orrore il passo addirittura ai primi addobbi natalizi...
Gli amori estivi svaniscono in un lampo oppure si trasformano in qualcosa di improvvisamente serio, forse solo perché nel freddo della notte è troppo bello scaldarsi a vicenda in un tenero abbraccio...
Novembre. Il mese dei morti. Il mese apparentemente più morto dove ci si lascia apaticamente andare come le foglie al vento, facendosi trascinare dalle intemperie senza opporre resistenza, senza sapere dove verremo depositati, se lungo il ciglio di una strada, in una pozzanghera o forse approfittando di una finestra lasciata sbadatamente aperta all'interno di una stanza calda ed accogliente...
Io quella finestra l'ho chiusa. E procedo fiero ed inerme lungo il mio amato viale d'autunno
